Vieni avanti, credente

Andros - Quando meno te lo aspetti - Vieni avanti, credente - sito d'arte blog,art news aphorisms,libri d'arte aforismi

When you least expect it
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Quando meno te lo aspetti
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Vieni avanti, credente

Un dolore secco, una smorfia sul viso, e poi più niente. Dopo il buio, tornò a vedere.

«Vieni avanti, credente.»
«E tu… chi sei?»
«Qui le domande le faccio Io.»
«E io?»
«Anche questa è una domanda…»
«No, chiedevo solo: se tu fai le domande, io cosa faccio?»
«Non so, magari prova a dare le risposte.»
«A che cosa?»
«Ancora? Ti ho detto che le domande le faccio io!»
«Non ti arrabbiare, ho capito! Se proprio ci tieni, fammene mezzo chilo da portar via…»
«Attento a te, ora stai esagerando!»
«Dici? Mezzo chilo è troppo? Va beh decidi tu, io mi accontento… comunque, permetti? Io sono…»
«Eccone un altro: io sono, io sono… Tu sei niente! Quello che sei e quello che non sei lo decido Io. Cosa ti ha portato qui?»
«Ah, guarda, secondo me, dev’essere stata la peperonata di ieri sera… me lo dicono sempre che poi si fanno brutti sogni, ma io…»
«Silenzio! Non fare lo spiritoso!»
«Ho capito: domandare non posso, essere neanche, ora non posso neanche dare una risposta, allora me ne vado! Posso usare meglio le mie fasi REM!»
«Ma dove vuoi andare… in questo posto non si arriva e non si parte: non se non lo dico Io.»
«E cosa aspetti a dirlo?»
«Ti ho già detto di non scherzare, qui il tuo spirito non serve a nulla.»
«Qui? Ma qui dove? Che posto è questo?»
«Questo è il Nulla; e tu sei uno Spirito.»
«Aahh, ora capisco… per questo dicevi che il mio spirito non serve a nulla.»
«Ma insomma, falla finita! Questa è una cosa seria: ne va del tuo futuro… non hai capito ancora che questo è il Giudizio? Abbi paura: potrebbe vederti perdente!»
«No! Per carità, non parlarmi del dente del giudizio: me ne sono spuntati due dieci anni fa e mi hanno dato il tormento per mesi e mesi… poi ci ha pensato la parcella del dentista a darmi il tormento per anni e anni, pensa che…»
«Anima de li mor… ehm, cioè… Anima delicata, ma cosa capperino stai dicendo? Io parlavo del Giudizio! Il TUO Giudizio!»
«Aahh, allora lascia perdere, ci hanno provato in tanti a farmi mettere giudizio, ma io sono una testa dura, sai? Non si direbbe a vedermi, ma…»
«No no, proprio per niente, infatti…»
«Senti un po’, ma… tu che sei del mestiere, a tuo giudizio: ce la posso fare a mettere giudizio?»
«Ma no, ma no, Io intendevo il Giudizio, la prova, l’esame, come cavolo lo chiami, animal… ehm, Anima leggiadra?»
«Aahh, ora ho capito: è una roba tipo quiz? Mi fai le domande e se indovino vinco? E parla coi sottotitoli la prossima volta; hai fatto tutto un giro di parole inutili! Sì, mi piace, dài, facciamolo… cosa si vince?»
«Eh, si evince che sei una testa di… quelle proprio dure, come dicevi tu.»
«Ma ci sarà l’aiuto da casa? E quello del pubblico?»
«E come no? Poi la risposta l’accendiamo: a te invece diamo fuoco… quello eterno…»
«Quando andrà in onda? E su quale canale? Sarà in chiaro?»
«Uff… see, contaci, basterà avere la parabola del canal prodigo…»
«E allora? Dài, cosa aspetti, sono pronto: spara le domande, ché mi sento in gran format!»
«Oh, mio Io… sei proprio perso…»
«Come sarebbe che ho perso? Non hai fatto neanche una domanda! Eh no, qui si bara, è tutto un trucco per rubarmi il sudato premio, ricorrerò ai sindacati, andrò da un avvocato… Nonono, bello mio, non mi fai fesso!»
«Ancora di più? E come potrei? Anch’Io ho dei limiti…»
«Al mio premio non rinuncio, signor Scotti…»
«Ma che Scotti e Scotti!»
«Va beh: allora Gerry. Non osavo per rispetto, ma se vuoi, ti chiamo per nome.»
«Ma che nome e nome! E poi, non sai che non mi si deve nominare invano?»
«Aahh… e dillo prima però! Sei stato nominato: allora siamo al Grande Fratello! Mitico! Questo quindi deve essere il confessionale… dove sono i microfoni? E le telecamere? Quando me li fate vedere quei bastardi dei miei genitori? E quella baldracca di mia moglie? Mi mancano tutti da morire, solo a pensarci mi vengono le lacrime all’Auditel.»
«Immagino quanto manchi tu a loro… staranno già piangendo… di gioia.»
«Ah, ma con me lo spettacolo è assicurato, sai? Dillo anche agli opinionisti in studio, perché io sono una persona vera, sono uno che si mette in gioco.»
«Appunto, il cervello te lo sei già giocato, ora ti giochi anche il resto.»
«Insomma, voglio il mio premio! A proposito: qual è ‘sto premio?»
«Ma se ancora non ti ho chiesto niente, perché mai dovrei darti un premio?»
«E che ne so? Da quando in qua ci vogliono dei motivi per avere soldi dalla tv?»
«Va beh, lasciamo perdere, è ora…»
«Dei consigli per gli acquisti?»
«Ma no…»
«Allora dello sponsor?»
«Macché!»
«Ci sono: della televendita!»
«Ma santo Io, fammi finire, dicevo: è ora, per te, di affrontare il Giudizio!»
«Ma allora siamo a Forum! Quindi, tu sei il giudice Santi Licheri! Vostro Onore, perdonami, non ti avevo riconosciuto!»
«Benedetto Io, ora cominciamo daccapo! Il Giudizio, il Giudizio: insomma… il quiz, ora hai capito? E augurati che Io te la mandi buona!»
«Che maniere, però… hai proprio un caratterino della Madonna…»
«Non bestemmiare!»
«Ma io parlavo della cantante…»
«Basta! Adesso risponderai alle nostre domande…»
«Nostre? Ma quanti siete?»
«Uff… ma non sai proprio nulla: siamo uno e siamo tre.»
«Eehh, però non vale… tre contro uno… non ho diritto almeno a un bonus, un vantaggio? Quanti punti mi date?»
«Cinquanta, e tutti di sutura, se non ci dài un taglio.»
«Ok, capito: taglio via le domande.»
«Sentiamo allora, come hai trattato i tuoi simili? Come ti sei comportato con uomini e donne?»
«Ah, di quella trasmissione non ho mai perso una puntata; avrei tanto voluto essere anch’io uno di quelli che si fanno corteggiare, come si chiamano? Ah sì, i troisti.»
«Troisti?»
«Ma sì, non hai presente? Quei fighetti selacredenti che devono scegliere una fra tante tr…»
«Per Io! Ma cosa dici? Piuttosto, raccontami… per esempio: come tratti le donne?»
«Boh, ci esco in esterna un paio di volte, poi ci entro in interna un paio di volte, ma intendiamoci, quasi sempre con il loro benestare, e comunque sempre senza preservativo! Non sono mica un miscredente; sono sempre stato un catodico praticante.»
«Bravo, e se restano incinta?»
«Ah, le faccio sempre partorire, a costo di convincerle a badilate: non sia mai detto che io favorisca l’aborto.»
«E poi, i tuoi figli li segui?»
«Sì, tra un’amante e l’altra… compatibilmente con calcetto e play station… poi devo anche dar retta a mia moglie; sai, in realtà non la sopporto, ma non sono certo il tipo che divorzia, checché, non se ne parla proprio! Certo, per i figli sparsi nei vari uteri non resta molto tempo… ma tanto quando saranno maggiorenni andrò a “C’è posta per te” a chiedere il loro perdono; è una figata, lo seguono tutti i miei amici.»
«Uhm… e ora, dimmi, cosa fai per gli altri?»
«Ah, sono un vero filantropo: pensa che non ho mai ucciso neanche una persona! Ho solo dato alle fiamme un paio di barboni, un po’ di extracomunitari e alcuni che non la pensavano come me: insomma, ragazzate… e poi, in fondo li ho deturpati solo in parte. Mi hanno intervistato a “Porta a porta”, ho chiesto perdono, e per punirmi mi hanno fatto spazzar via le ceneri delle loro carni: perché le città devono essere tenute pulite! È stata dura, ma ho pagato il mio debito con la società.»
«E di quello che accade nel mondo, ti interessi? Cosa fai per migliorarlo?»
«Eccome se mi interesso: guardo “Striscia la notizia”, firmo le catene di solidarietà via e-mail, mi iscrivo ai gruppi su Facebook, adotto mocciosi a distanza e assisto ai cortei sperando che finiscano in rissa.»
«Ahiahiahi, figliolo…»
«Cosa c’è, ho sbagliato? Non c’è una domanda di riserva?»
«Mi duole dirlo, mi duole proprio tanto… ma devo ammettere che sei una buona pecorella; hai tutte le carte in regola per guadagnare il Paradiso…»
«Davvero? Allora ho vinto! Complimenti per la trasmissione: i soldi me li date in gettoni d’oro o in piste di coca?»
«Al tempo… hai tutte le carte in regola, tranne una.»
«Ah, e quale?»
«Purtroppo, figliolo, mi stai proprio sul decoder.»
«Accidenti… è grave?»
«Per il segnale, sì…»
«E se chiamassi un tecnico?»
«Eh no, il segnale è proprio chiaro: vai all’inferno!»
«Ma che modi! E poi, questa è la tua opinione, ma cosa ne pensano gli altri due?»
«Il loro segnale è ancora più limpido, ma non lo posso riferire, siamo in fascia protetta.»
«Mi sembra giusto, è ora di finirla con i programmi volgari!»
«Mi spiace, non c’è telecomando che possa cambiare quello che provo per te: sei destinato all’inferno.»
«Ehi, no, un momento… parliamone… tu sei quello del Verbo, no? E allora, ci deve pur essere una coniugazione a mio favore… tipo “egli ci ha ripensato”, oppure “voi grazierete”.»
«È arrivato il momento di separarci, in bocca all’audience e in culo alla scaletta, caro concorrente… cioè, volevo dire, caro credente: ritenta, sarai più fortunato.»
«No, ehi… senti… ehi, lì in regia, qualcuno mi ascolta? Mi gioco il jolly… compro una vocale… vado al televoto!»

E così, venne di nuovo alla luce; un bel bimbo paffuto, ancora una volta impreparato ad affrontare la vita su questo pianeta. Di certo non un paradiso terrestre, ma se non altro con il digitale terrestre.

Andros

Tratto dal libro “Sabba di paralleli”, prima edizione cartacea 2005.
Ultima edizione 2014, solo in formato ebook, riveduta e ampliata con nuovi racconti.

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