Séraphine – un film di Martin Provost – Primo tempo

Séraphine - un film di Martin Provost - Primo tempoSéraphine – un film di Martin Provost – Primo tempo

Séraphine è un film francese distribuito nel 2008 e diretto da Martin Provost. È basato sulla vita della pittrice naïf Séraphine Louis, che dopo la morte ebbe una certa fama come Séraphine de Senlis, considerata una versione femminile di Rousseau, il Doganiere. Perno del film è il rapporto tra l’artista e il mercante-collezionista che le darà notorietà, Wilhelm Uhde.
Séraphine ha umili origini e una personalità introversa, infantile e bizzarra, per vivere fa le pulizie nelle case della borghesia di Senlis, trattata con distacco e sufficienza, ma in grande segreto si dedica alla pittura; preparando persino i colori da sé, con una ricetta che non ha mai voluto svelare ad alcuno. Pare che ancora oggi i suoi dipinti siano brillanti come appena fatti.
Tra le case che serve c’è anche quella di Uhde, che nel 1912 si imbatte per caso in un suo piccolo dipinto, lasciato a una vicina. Il collezionista rimane sorpreso nello scoprire il talento nascosto della domestica, e decide di supportarla, spingendola a dedicarsi a tempo pieno alla pittura.
I buoni propositi di Uhde però cozzano con il burrascoso momento storico, e nel 1914 è costretto a lasciare la Francia, e quindi ad abbandonare a se stessa la speranzosa Séraphine.
La collezione di Uhde, come quelle di tanti altri, viene confiscata.

Bisogna ricordare che, a parte i venti di guerra, in quegli anni era in corso in Francia una campagna denigratoria nei confronti dei mercanti d’arte tedeschi, che erano numerosi. La destra ne approfittò per accusare i tedeschi di usare l’arte per invadere la Francia. Nel 1915 il pittore accademico Tony Tollet tenne una conferenza all’Accademia di scienze e lettere di Lione, dal titolo “Dell’influenza della corporazione ebraico-tedesca dei mercanti di quadri di Parigi sull’arte francese.” Secondo Tollet, i problemi erano iniziati con l’Impressionismo, primo movimento imposto da mercanti senza scrupoli poi diventati una casta potente, composta da ebrei tedeschi.
Tollet però fingeva di dimenticare che oltre ai mercanti tedeschi, come Kahnweiler, Wildenstein, Weil e Rosenberg, a supportare la nuova arte c’erano anche tanti francesi, come Vollard, Sagot, Tanguy, Guillaume e soprattutto Durand-Ruel, padre spirituale della nuova generazione di mercanti, colui che aveva imposto l’Impressionismo che per Tollet aveva dato il via al degrado.
In seguito le cose peggiorarono ancora, e un critico di estrema destra, Camille Mauclair, diede il via a una caccia alle streghe, lanciando accuse a casaccio e arrivando a denunciare come ebrei il pittore Juan Gris, che in realtà era cattolico, e anche Wilhem Uhde, che invece veniva da una famiglia protestante.

Tornando al film e a Séraphine, questa continua a sopravvivere come può, rimasta da sola a Senlis a lavorare senza sosta sui propri dipinti. Gli anni passano, e nel 1927 Uhde è di nuovo in Francia e, ancora una volta per caso, scopre che Séraphine è ancora viva e operante. Va a vedere i suoi nuovi dipinti e ne resta estasiato; di nuovo, si offre di farle da mecenate, e lei si emoziona talmente che inizia a fare spese avventate, mettendole sul conto di Uhde. Ancora una volta però, la storia le è contro: nel 1929 c’è il famigerato crollo di Wall Street, tutti sono coinvolti, anche i mercanti d’arte.
Così Daniel Wildenstein, mercante figlio e nipote di mercanti, ricorda quei giorni: “Per la prima volta vidi il nonno piangere. Piangeva in silenzio, senza una parola. Non erano solo i mercanti a piangere. Anche i clienti, anche i nostri clienti. Già per noi era un’apocalisse, figurarsi per loro… Eravamo creditori di somme enormi, in America. Quando si vendono i quadri, i clienti non pagano subito. Pagano a sei mesi, a un anno. Ebbene, là in America i nostri clienti si buttavano dalla finestra. Non avevano più niente, erano rovinati.”

Continua nel secondo tempo

Andros

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