Quarta puntata – Arrestate lo scultore!

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Andros – Femtomologia
Poliuretano

Quarta puntata – Arrestate lo scultore!

Questo è il resoconto a puntate di quattro anni della mia vita, e della vita di uno spazio espositivo da me aperto a Milano. Benché semiserio, ci sono ben poche cose finte o esagerate, anzi, più spesso ne ho alleggerito la portata. Le prime puntate sono già state inserite in altri siti in passato, le ultime invece no.

Era un continuo. Per circa un mese mi sono sentito dire di tutto: ho persino scoperto espressioni e parolacce del tutto nuove per me. Mi si è aperto un universo, anche se loro avrebbero preferito aprirmi la testa, a bastonate.
Una mattina, il solito capannello di astanti era fermo davanti alle vetrine, commentando quanto orrende fossero le mie sculture; passarono due poliziotti, di quelli che pattugliano sempre la stessa zona e conoscono tutti. Ci fu una piccola sommossa: “Avete visto?”, “che schifo, fate qualcosa”, “dovreste metterlo in galera!”. Dal soppalco, come sempre, sentivo ogni cosa; mi affacciai per vedere, c’era di tutto: giovani, adulti e vecchietti, uomini e donne. Probabilmente non erano mai stati tutti d’accordo su qualcosa; avevano aspettato il mio arrivo per compattarsi così bene.
Le persone diverse sono da sempre un ottimo collante per il popolo: se sono di potere tutti le adorano, altrimenti, tutti contro!
Avevo gli occhi ancora collosi di sonno, non ero abbastanza sveglio da preoccuparmi; cosa poteva mai succedere, dopotutto?
Tante furono le insistenze della gente che i due poliziotti si videro costretti a suonare il mio campanello.
Andai ad aprire, continuando a pensare “cosa mai può succedere?”; ma devo ammettere che un filo di preoccupazione iniziava ad affacciarsi.
Per fortuna, non ce n’era motivo.
I poliziotti erano due simpatici ragazzi dalla stretta di mano poderosa; mi dissero che in giro erano tutti preoccupati, che continuavano a chiamarli, a chiedere di intervenire: addirittura avevano paura che io fossi pericoloso.
Per un attimo mi chiesi se quella fosse davvero Milano, grande metropoli rotta a tutto, che ha visto e fatto di tutto, e non un paesino sperduto e arroccato sulle proprie superstizioni e su chissà quale montagna, dove le donne non possono aprir bocca e sono tutti “timorati di Dio.”
Cercai di rassicurarli, e giurai di non aver intenzione di fare a pezzi nessuno, almeno non in tempi brevi. Per fortuna, colsero la battuta e risero con me.
Si appassionarono ai miei lavori, mi fecero un mucchio di domande tecniche, così scoprii che uno di loro aveva l’hobby del modellismo; finimmo col parlare di resine e gli diedi un po’ di consigli. Ci lasciammo come vecchi amici.
Salutandomi, l’altro disse: “Adesso cerchiamo di calmarli un po’, diciamo a tutti che sei una persona a posto e vedrai che non ti daranno più fastidio.”
A me veramente non davano alcun fastidio; piuttosto, ero io quello che sembrava dare fastidio, e anche molto. In ogni modo, furono di parola, le critiche e gli insulti continuarono, ma da quel giorno smisero di augurarmi l’arresto, anche se qualcuno continuò ad auspicare la mia morte violenta.
Non si può avere tutto!

To be continued…

Andros

Prima versione pubblicata online nel 2008

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