2 Responses to Pain-thing: Pieces II

  1. Considero quest’opera un vero capolavoro, per due ragioni: per l’estrema solitudine con cui è descritta la figura umana, misteriosa e da scoprire, come fosse la superficie di un pianeta abbandonato; e per la presenza del doppio, come se si fosse consumato il dramma di una relazione impossibile che ha portato all’annientamento di un’intera civiltà. Perfino i tratti somatici dei volti sembrano primitivi. E’ un’opera che esce dal tempo, che ci descrive da distanze siderali. Complimenti.

    • Andros says:

      Ti ringrazio Lucio. Una relazione impossibile anche con i mille volti di sé stessi, la solitudine è uno dei miei temi più ricorrenti.

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