Colori dal mondo dei sogni – Brano da Mondi Immondi

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Andros – Lattina
Vetroresina e poliuretano
Dimensioni umane

Brano tratto dal libro “Mondi Immondi”, 2006

Dal mondo dei sogni…

E’ una giornata luminosa, piena di un sole mai visto, un sole che sembra esplodere di luce e calore, un sole di un colore indefinibile, un sole di un colore impossibile.
Mi alzo dal letto e sono già vestito; esco di casa, una casa che so essere mia ma che non riconosco.
Sono fuori, riconosco il parco e gli edifici intorno; tutto è illuminato in modo eccessivo, permeato di una luce innaturale, che richiama a cose arcaiche, che mi appartengono pur non avendole mai viste.
I colori, non sono i colori che conosco. Cioè, li conosco ma non li riconosco; il giallo è giallo, ma un giallo così forte, così luminoso, da sembrare fisico, tridimensionale.
Il rosso sembra fuoco solido, entra nelle pupille e scalda la mente dall’interno.
Il blu. Non ne esistono di così profondi.
E poi altri colori, che non conosco affatto, e che non so come chiamare.
Non ho mai visto niente di simile, e me ne dispiace. Osservo le cose che vedo sempre, da quando sono nato, eppure ora le vedo come mai prima, e le osservo con cupidigia, nel tentativo di fissare per sempre quei colori nella memoria.

Vedo qualcosa stagliarsi netto nel cielo; quel cielo tanto azzurro da far pensare alle fiabe. Dapprima la vedo in lontananza, poi si avvicina, si avvicina sempre più… è una sfera, un’ampia sfera che volteggia nell’aria, sembra di metallo, no… ora è più vicina e vedo che è trasparente; c’è qualcosa dentro, qualcosa che si muove, si agita… è una donna, una donna nuda, ma senza sesso, in luogo dei genitali c’è solo epidermide, liscia e compatta come quella di un ventre. Sta danzando: è bellissima.
La sfera volteggiando ora si avvicina, ora si allontana; sembra quasi venirmi addosso, ma si limita a sfiorarmi. Ne approfitto per studiare ogni dettaglio di quel corpo perfetto che si agita con grazia e senza sforzo apparente. Assomiglia a quello di Declizia, ma forse mi sbaglio.
Anche i suoi colori sono nuovi, i suoi occhi sfavillanti, la sua pelle chiara, limpida e definita come niente al mondo. Ora sento una musica, anche se più che farsi sentire, sembra formarsi direttamente nella testa; non credevo esistessero note così belle. Quella donna, quell’essere perfetto, riesce a dare un gesto, un movimento, a ogni nota, a ogni pausa, a ogni accento.

Ora la strada è gremita di gente, persone che non ho mai visto si agitano allegre facendo un chiasso ordinato e piacevole e, tutte insieme, lasciano andare una miriade di palloncini che, in pochi attimi, raggiungono il cielo e la sfera trasparente; ora la donna sembra danzare fra i palloncini, quei palloncini di mille colori, brillanti, accecanti, appaganti.
Rossi, gialli, blu, verdi, viola, ancora e ancora; di tutti i colori, quelli conosciuti e quelli nuovi, per i quali bisogna inventare un nome: gremati, flisi, alittari, bitridi, e mille altri.
In questo tripudio di forme, colori, musiche e movimenti, vivo una sensazione mai provata prima, fortissima, breve e intensa come un orgasmo, ma ancora più violenta.

Andros

Tratto dal libro “Mondi Immondi”, prima pubblicazione 2006.
Seconda pubblicazione, solo nel formato ebook, 2016.

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