Andros

Andros, 2016

Who do I think I am

I think I’m a being, human against my will, and even a living one. I do different things in life, I think in death I’ll do a little less. Andros is the pseudonym under which since 1986 I sign all the things I do, which are sculptures, paintings, installations, writings and other useless junk that is my small contribution to entropy.
Fortunately, almost no one asks me, but to the few who ask me what I do, my answer is Dead Art: if everbody says that art is dead, what else can I do?
I’ve showed my works a little here and a little there, but never over there, the more I live the less I like to exhibit, and I think this is a good sign for me and for the others.
Obviously, this does not makes me a big artist, I’m just 5,8 feet tall.
I’ve published several books (in Italy), not with vanity press, I could not afford it. On the other hand, I’ve published once with a print on demand, just because I wanted to.
Obviously, this does not makes me a big writer, and I do not say this out of modesty, indeed.
In my spare time I brood and grumble, but mostly I search for the answers to questions I did not even asked myself.
In my necessary  time I’m forced to do the usual things: breathing, drinking, eating, sweating and sometimes sneezing, but only when I have a cold.

Andros

Chi mi credo di essere

Credo di essere un essere, mio malgrado umano e addirittura vivente. Nella vita faccio diverse cose, nella morte penso ne farò qualcuna in meno. Andros è lo pseudonimo con il quale dal 1986 firmo le cose che faccio, che sono sculture, dipinti, installazioni, scritti e altro inutile ciarpame che rappresenta il mio piccolo contributo all’entropia.
Per fortuna quasi nessuno me lo chiede, ma a chi mi chiede cosa io faccia, rispondo Arte Morta; d’altra parte, se tutti dicono che l’arte è morta, cos’altro mi resta da fare?
Ho esposto un po’ qui e un po’ lì, ma mai là; più passa il tempo più mi passa la voglia di esporre, e penso sia un buon segno, per me e per gli altri.
Come ovvio, questo non fa di me un grande artista: supero di poco il metro e settanta.
Ho pubblicato alcuni libri, mai con case editrici a pagamento, non potevo permettermelo; in compenso una volta ho pubblicato con un print on demand, perché mi andava di farlo. Come ovvio, questo non fa di me un grande scrittore, e non lo dico per modestia, anzi.
Nel tempo libero rimugino e mugugno, ma soprattutto cerco la risposta a domande che non mi sono ancora posto.
Nel tempo prigioniero invece sono costretto a fare le solite cose: respirare, bere, mangiare, spesso sudare e talvolta starnutire, ma solo se raffreddato.

Andros

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