Arte curativa

Andros - I funerali dell'arte

I funerali dell’arte – Andros

Arte curativa

 

[…] Esiste un contraltare del mito dell’arte come manifestazione della malattia, ed è quello dell’arte come forma di cura, che trova la massima espressione nella cosiddetta arteterapia, una sorta di tecnica terapeutica psicoartistica molto in voga, sorta intorno agli anni Quaranta.
Non è più la malattia a spingere le persone a fare arte, ma è l’arte ad aiutare le persone a guarire dalla malattia. Anche questa non è un’idea recente, per esempio per gli indiani navajo l’arte era una vera e propria medicina: dipingevano con la sabbia e sopra i disegni facevano rotolare i malati per curarli.

Secondo una ricerca diretta da Ercole Vellone nel 2012, la fruizione di opere d’arte sarebbe in grado di migliorare il recupero di pazienti colpiti da ictus. Inoltre la passione per l’arte darebbe maggiore energia e memoria, ridurrebbe ansia e depressione e promuoverebbe un miglior stato di salute generale. Questo perché stimola la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore importante per molti aspetti, come il comportamento, la motivazione, la soddisfazione, l’attenzione, il sonno, l’umore, l’apprendimento e altro ancora, e che è quindi in grado di migliorare la qualità della vita.
Secondo il neurologo Semir Zeki la visione di un’opera d’arte attiva le aree del cervello coinvolte nell’innamoramento, questo accadrebbe sempre a causa di un aumento di dopamina, oltre a un aumento del flusso sanguigno nelle zone del cervello legate alla sfera sentimentale. Quello che ne consegue è un processo simile a quello che si mette in moto durante l’innamoramento.
Pare inoltre che per le persone ammalate guardare opere d’arte sia un toccasana, si ridurrebbero sia la sofferenza sia i tempi di guarigione.

Qualcosa di simile accadrebbe dedicandosi in modo attivo all’arte. Secondo uno studio della Norwegian University, l’impegno in un’attività artistica allontana lo spettro della depressione, migliorando la salute psichica delle persone ancora più di quanto riesca a fare la ricchezza economica; pare inoltre che per gli uomini gli effetti benefici siano ancora più marcati che per le donne.
Sono peraltro tanti i casi di artisti che hanno deciso di dedicarsi all’arte proprio in seguito a una malattia, dopo aver trovato sollievo nella pratica artistica, Modigliani, per esempio, ha iniziato a disegnare per una malattia polmonare che da ragazzo lo aveva bloccato a letto.

Samuel Francis studiò medicina e psicologia, si arruolò e rimase ferito durante la seconda guerra mondiale, rimanendo immobilizzato per 4 anni, proprio in questo frangente iniziò a dipingere e decise di diventare pittore. Léopold Survage studiò economia e musica, ma all’età di 22 anni fu colpito da una dura malattia, che gli fece scoprire l’arte e ripensare la propria carriera.
Christen Schiellerup Købke a 11 anni soffrì di febbri reumatiche, durante la convalescenza si dedicò a lungo al disegno, tanto che infine decise di diventare artista.
Carlo Carrà si avvicinò al disegno da ragazzo, durante una lunga permanenza a letto a causata da una malattia. Tony Tollet da piccolo fu operato alle gambe, e fino agli otto anni dovette rimanere a letto, questo favorì il suo interesse per il disegno.

Anche per Maurice Utrillo, figlio della modella e pittrice Suzanne Valadon, l’arte fu una sorta di terapia. Al piccolo Maurice non vennero date molte possibilità, fu allevato dalla mamma di Suzanne, Madeleine, un’alcolista che lo nutriva con biberon di latte e vino. Maurice fu alcolizzato sin dall’infanzia, a otto anni ebbe i primi segni di epilessia e i primi accessi di rabbia. Beveva tra gli otto e i dieci litri di vino al giorno; quando rimaneva senza, arrivava a bere l’acqua di colonia della madre e persino la trementina che usava per i colori. A Montmartre lo prendevano in giro chiamandolo “Litrillo.” Furono la madre e uno psichiatra a spingerlo verso la pittura, sperando gli servisse per placare l’alcolismo. Quando aveva le crisi, lo chiudevano in una stanza con i colori e delle cartoline da copiare; barattava poi i dipinti con del vino o dell’assenzio.

Per Lawrence Alma-Tadema i genitori prevedevano un futuro da avvocato, ma nel 1851, giunto a 15 anni, ebbe un crollo psicofisico di tale gravità che i medici ne predirono la morte imminente. A quel punto i genitori permisero che trascorresse il poco tempo rimasto disegnando e dipingendo; ma qualcosa successe, il ragazzo riacquistò la salute e decise di votarsi all’arte.
Joan Miró cominciò a disegnare all’età di 8 anni, ma seguendo i consigli del padre fece studi commerciali e poi lavorò come contabile, fu un esaurimento nervoso a spingerlo a dedicarsi solo all’arte.
Anche per Matisse la malattia fu la scintilla. Avviato agli studi di giurisprudenza, a ventun’anni rimase allettato per un anno in seguito a un’appendicite, e impiegò quel tempo disegnando e dipingendo. Si appassionò a tal punto da decidere di diventare pittore, deludendo il padre, che gli tagliò la sussistenza. Qualcosa di simile accadde anche a Warhol, colpito a sei anni da una malattia che lo immobilizzò per lungo tempo.

A dirla tutta, non vi sono dati certi e definitivi né per l’arte vista come malattia né per l’arte vista come medicina, e se si guarda alle biografie degli artisti si può dedurre che essa possa essere sia ancora di salvezza sia zavorra che affossa. È probabile che vi sia del vero in entrambe le convinzioni, forse l’arte è al tempo stesso un male e una cura. […]

Andros

Tratto dal libro “Storia dell’artista”, edizione ebook e cartacea 2014.

completa da pdf

Storia dell'artista - versione cartacea disponibile presso: IBS - Mondadori
- Hoepli - Unilibro - Webster - Amazon - Deastore - Feltrinelli - Wuz - Goodbook
Ebook disponibile presso: IBS - Mondadori - Hoepli - Unilibro
- Webster - Amazon - Deastore - Feltrinelli - Bookrepublic - Rizzoli - Ebookizzati
- Google play store - Kobobooks - Ultimabooks - Mediaworld - Cubolibri - 9am
- Libramente - Libreriaebook - Biblonstore - Il fatto quotidiano - L'Unità

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Tagged , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave some words

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.