Settima puntata – Cercasi artisti

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Andros – Monumento Alla Mignotta Ignota
Resina epossiuretanica

Settima puntata – Cercasi artisti

Questo è il resoconto a puntate di quattro anni della mia vita, e della vita di uno spazio espositivo da me aperto a Milano. Benché semiserio, ci sono ben poche cose finte o esagerate, anzi, più spesso ne ho alleggerito la portata. Le prime puntate sono già state inserite in altri siti in passato, le ultime invece no.

Organizzare le mostre successive alla mia, che aveva inaugurato lo Sciorùm, si era subito rivelata un’impresa per nulla semplice. L’unico limite per me, e per gli artisti, era che i loro lavori mi piacessero; se li trovavo validi, la mostra si poteva fare: un limpido caso di dittatura manifesta. In apparenza nulla di difficile, visto che di artisti che fanno cose valide, secondo me, ce ne sono tanti.
Ma accadde una cosa che non avevo previsto: nessuno sembrava interessato a esporre da me.
Per mesi ho contattato, in vari modi e in vari luoghi, virtuali e reali, artisti che apprezzavo: il 50% di loro era convinto che ci fosse una fregatura; inutile spiegare che non c’era alcun affitto dello spazio da pagare. Anni e anni di truffe hanno reso tutti sospettosi e insensibili alle occasioni. Un altro 30% non si degnava neanche di rispondermi. Il restante 20% diceva “sì, forse, non so, cosa fai, come sei, quanto ce l’hai lungo, da quanto hai aperto, chi altro ha esposto, per quella data devo andare in gita con la ragazza, mi assicuri le vendite, mi stendi un tappeto rosso, se piove mi fai da ombrello, mi fai entrare nella storia dell’arte, ecc…”
Mettevo a disposizione uno spazio a Milano, ben servito da metro e bus benché in zona periferica, gratuitamente per un intero mese, condividendo una lista di contatti mirata che mi era costata un bel po’ di lavoro, e il massimo che riuscivo a ottenere era “ma, sì, forse, non so…”
Per non parlare di quelli che dicevano sì e poi, magari a dieci giorni dall’inaugurazione, cambiavano idea.
Per la prima volta capivo e giustificavo le gallerie a pagamento: una volta pagato il conto, nessun artista si tira indietro all’ultimo minuto. Invece, quando è tutto gratis, chi se ne frega, l’artista può disdire quando vuole, che male c’è? Correttezza? Rispetto? Cosa significano queste strane parole?
Mi tornavano in mente gli anni in cui avrei fatto un triplo carpiato con doppio avvitamento al solo pensiero di fare una personale, visto che le mie robe erano sempre “troppo forti” e nessuno ne voleva sapere.
Mentre restavo sbalordito da questi comportamenti, iniziavano ad arrivarmi sempre più spesso email di artisti che avrebbero voluto esporre: quindi, quelli contattati da me non ne volevano sapere, mentre altri mi tempestavano di email per esporre, e quando rispondevo con un “no”, risoluto ma cortese, alcuni s’incazzavano pure.
Così, scoprii anche perché di solito le gallerie si limitano a non rispondere.
Morale della favola, in due anni solo due artisti, di quelli contattati da me, hanno detto sì; e uno dei due lo conoscevo bene da tempo. Tutti gli altri che ho esposto si sono proposti loro, con email o venendo direttamente a mostrarmi i lavori. Dopo circa un anno, smisi di contattare chicchessia; era tempo perso, e poi, le richieste via email erano ormai diventate un fiume in piena.
Collaborando con una piccola casa editrice, anche per le presentazioni da fare nel mio spazio, mi resi conto che la stessa cosa succedeva con gli scrittori e i poeti: anche lì non c’era nulla da pagare, ma se l’editore chiamava qualcuno per dirgli “mi piace quello che scrivi e vorrei pubblicarlo”, questo si montava la testa e partiva per la tangente con richieste da camicia di forza, oppure spariva, convinto di meritare pubblicazioni più adatte al suo genio, che tradotto vuol dire: pubblicare con una casa editrice grande e famosa.
Stavo toccando con mano un’altra peculiarità dell’essere umano, che si potrebbe condensare con queste parole: se vuoi qualcuno e questo qualcuno non ti vuole, o lui è un coglione o c’è qualche inghippo sotto; se invece qualcuno ti vuole e ti cerca, vuol dire che puoi trovare di meglio.
Per quanto stupido possa sembrare, questo assioma viene applicato nell’arte, nel lavoro, nei sentimenti e in tutte le altre cose della vita.

Andros

Prima versione pubblicata online nel 2008

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3 Responses to Settima puntata – Cercasi artisti

  1. Alessandra De Giosa says:

    finalmente dopo anni un mio vissuto problematico per vari motivi, che non specifico per non tediare nessuno , trovo qualcuno che ama l’arte e l’espressione artistica in modo passionale diretto senza principale scopo di lucro ( be è ovvio che di necessità si fa virtù per cui lavorare con lapropria passione è più che giusto )o fama di salotti bene a tutti i costi.

    • Andros says:

      Ciao Alessandra, in fondo la ricerca di lucro e fama è comprensibile e fa parte del gioco, l’importante è che il gioco non si riduca solo a quello. Saluti. 🙂

      • Alessandra De Giosa says:

        Concordo lo stimolo è la sfida di riuscire a relizzare cose da un idea, con materiali che usiamo ogni giorno magari che scartiamo pure., se poi come qualunque lavoro di ricerca è riconosciuto economicamente credo sia più che giusto

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